Un sentiero tra due abbazie

Un sentiero tra due abbazie

Piacevole escursione “a ritroso nel tempo” dall’abbazia di Fonte Avellana all’abbazia di Sitria

Una giornata alla scoperta delle antiche abbazie camaldolesi, con visita al giardino botanico di Fonte Avellana ed incontro con i monaci benedettini che ci racconteranno lo scorrere quotidiano della vita monastica nel secondo millennio.

Da Fonte Avellana alla Badia di Sitria (a piedi attraverso il sentiero Calecchie)

Partenza dall’Abbazia di Fonte Avellana
(all’Abbazia di Fonte Avellana è possibile visitare l’orto botanico ed incontrare i monaci).

• Lunghezza: 5 km andata e ritorno
• Dislivello max: 104 m
• Tempo percorrenza: 4 ore circa(compresa la sosta al Monastero di Fonte Avellana) A/R
• Difficoltà: moderata
• Presenza acqua: Torrente Nocria, asciutto nei periodi di siccità

Il sentiero inizia in prossimità dell’ingresso dell’orto botanico dell’abbazia di Fonte Avellana; in alcuni tratti si attraversano fossi che, soprattutto in inverno, riforniscono di acqua il Torrente Artino. Si procede, presto, per prati sommitali dai quali è possibile scorgere uno splendido panorama: a sud la Valle si presenta coperta da una rigogliosa vegetazione costituita principalmente da bosco ceduo, mentre a nord si ammira il Monastero di Fonte Avellana circondato da boschi di castagni, lecci, aceri ed ontani che, in autunno, si trasformano in una miriade di colori proprio perché ricchi di specie diverse. Merita interesse la vegetazione ripariale dove vivono numerose specie di insetti, che costituiscono la base della piramide alimentare dell’ecosistema bosco e di quello fluviale; basta pensare che la sopravvivenza di cince, scriccioli, luì piccoli, averle, assioli oppure ricci, talpe, topiragno è garantita quasi esclusivamente dalla presenza degli insetti.La varietà degli ambienti, dei colori, dei suoni, delle forme di vita presenti e la continuità tra i diversi ecosistemi, rende questi luoghi pieni di fascino e di magia, forse la stessa che ha guidato pellegrini e viandanti lungo i sentieri dello spirito. Il sentiero ci conduce in una zona di radura colonizzata da ginestre, anemoni, prugnoli, rose canine e rovi; successivamente ci si inoltra nel bosco ceduo dove predominano: orniello, carpino, nocciolo e corniolo che crescono all’ombra di roverelle e cerri. Questo tipo di vegetazione offre riparo e cibo a molte specie animali; infatti la maggior parte delle piante presenti, produce frutti carnosi (prugnolo, corniolo, rosa canina e rovi) appetiti dagli uccelli e da diversi altri vertebrati. Il sentiero, dopo aver guadato il T. Nocria, ci conduce all’ingresso dell’abbazia di Sitria.

Il ritorno a Fonte Avellana prevede di percorrere il sentiero in senso inverso.

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